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Personaggi di Roma Antica
Plutarco, Vita di Cesare, XVII, 2- 3: “....era sorprendente la sua resistenza alle fatiche, poichè sembrava oltrepassare le possibilità del suo fisico: era infatti gracile di aspetto, bianco e delicato di carnagione, soggetto ad emicranie ed attacchi di epilessia (male che, a quel che si dice, lo colpì la prima volta a Cordova): e tuttavia, lungi dal fare di questa sua debolezza un pretesto per vivere mollemente, egli cercò di irrobustirsi con la vita militare, combattendo il suo male e rendendo invidiabile il suo corpo con marce interminabili, con pasti frugali, con la continua vita all’aria aperta e con disagi di ogni genere” Svetonio, Vite dei Cesari, Vita di Augusto, LXXX – LXXXI, passim

LXXX “[...] Era un po’ debole nell’anca, nella coscia e nella gamba sinistra, sì che talvolta zoppicava; le rafforzava però con bende e stecche [...]. Ebbe anche a lamentare dolori alla vescica , dolori da cui si sentiva alleviato quando, finalmente, con l’orina espelleva i calcoli”
LXXXI “Nel corso della vita si trovò più volte ad affrontare gravi e pericolose malattie, [...] fu ridotto in fin di vita da un attacco di fegato provocato da un travaso[...]. Certe malattie gli tornavano ogni anno a scadenze fisse. [...] al principio della primavera era afflitto da una infiammazione ai bronchi, e durante lo scirocco da raffreddori di testa. Così fiaccato nel fisico non sopportava perciò agevolmente nè il freddo nè il caldo”.


Svetonio, Vita di Claudio, XXX, passim: “[...] quando cominciava, le ginocchia poco salde mal lo reggevano; e molti difetti lo guastavano [...] : un modo di ridere indecoroso, un’ira che disgustava per la bava che gli colava dalla bocca e per l’umidore delle narici; una scarsa scioltezza di lingua, un frequente tentennar del capo, difetto questo consuetoma più insistente quando doveva trattar qualche questione, anche di poco conto”.
 

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